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Altri Sport
28/08/04
ore 11:16
Italia provaci ancora!

Ieri sono state giocate le semifinali di Pallavolo, e l'Italia s'è ritrovata di fronte la Russia, storica rivale (soprattutto nelle manifestazioni europee) formata come sempre da atleti eccezionali ma poco amalgamati.
L'ultimo incontro tra le due squadre aveva visto gli azzurri soccombere al tie-break nel girone di qualificazione. Ma quella partita era caratterizzata dal fatto che ai nostri campioni bastava un solo set per raggiungere l'obiettivo seguito, il secondo posto nel girone, e seppur i ragazzi di Montali avevano cercato fino all'ultimo la vittoria, la formazione schierata vedeva molte defezioni tra i titolari.
Ieri è stata tutta un'altra cosa con una prestazione magnifica di Sartoretti (come al solito, d'altronde) nonchè di tutta la squadra. In particolare ha impressionato la nostra ricezione (anche se Papi e Pippi sono tra i migliori al mondo in questo fondamentale) e il nostro servizio (mai così incisivo a mia memoria). Il risultato finale, 3-0 (25-16, 25-17, 25-16), rispecchia pienamente i valori vistisi mostrando come in campo erano presenti solo gli azzurri. I russi, forse anche loro debilitati dal virus che ha stroncato le ambizioni serbe (è l'unica ipotesi che sono riuscito a formulare per spiegare la loro incapacità di reagire), non sono mai riusciti ad impensierirci ed alla fine sono risultati essere spettatori aggiunti di una prestazione maiuscola dei ragazzi di Montali.
A questo punto, siamo nuovamente in finale, come ad Atlanta96. Lì avremmo dovuto stravincere; questa volta, a parere della critica, siamo vittime designate del Brasile (che non rammento l'ultima volta che ci hanno visto prevalere). Considerando che l'Olimpiade del centenario (1996) sarebbe dovuta essere disputata in Grecia, e che invece ad Atene si è arrivati solo 8 anni dopo... beh, non abbiamo nulla da perdere, in compenso abbiamo la possibilità di prenderci ciò che ingiustamente (moralmente parlando) la nostra nazionale non è mai riuscita ad avere. Il nostro Capitano, Giani (tornato titolare per l'occasione), è il giusto raccordo tecnico-umano tra due generazioni, mai così vicine.


zaratrue



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