In questo articolo volevo illustrare forse il meno popolare e sicuramente meno diffuso sport nato in Inghilterra, ovvero il cricket.
Andando ad analizzare l'evoluzione della cultura dei paesi, per così dire, occidentalizzati, non si può notare come la stragrande maggioranza degli sport attualmente diffusi sia di origine o di derivazione, come nel caso degli sport made in USA, prettamente anglosassone. La nascita e la diffusione di attività quali il football (soccer), volley, rugby, tennis, golf, etc… è principalmente dovuta, infatti, alla fortunata accoppiata tra la prosperità economica dell' Union Jack nell'epoca vittoriana con le caratteristiche del terreno nell' isola d'oltremanica. La sterminata disponibilità di prati enormi e la quasi totale assenza di dislivelli nel terreno si possono definire come il campo più fertile per lo sviluppo di sport, come quelli a cui prima avevo fatto riferimento, che ne consentano un adeguato sfruttamento.
Al fianco, però, di tutti questi, destinati poi a divenire i colossi della moderna cultura europea, si sviluppò un altro fratello "minore" che è rimasto terribilmente confinato nell'ambito dell' English mood (in questo caso l'aggettivo inglese è molto più adatto del termine d'oltremanica nel tentativo di salvare quantomeno la Scozia). Il cricket, ovvero il lontano antenato dell'americano e ben più noto baseball, è stato da sempre vittima di una forte forma di emarginazione, paragonabile in certi versi a quella subita dal Polo e ben superata da quella subita dall'irlandese hurling (che però possiede il fascino di vedere una squadra il cui nome è kilkenny), che non ne ha mai consentito una esportazione sul continente confinandolo in quello che oggi definiamo Comwealt. Verrebbe ora da chiedersi il perché di questo impari e apparentemente (solo apparentemente) inspiegabile trattamento. Dapprima però sarà bene analizzare in dettaglio le principali regole che lo compongono per avere una efficace idea di ciò di cui si sta parlando.
Il cricket nasce in Inghilterra nel 18° secolo e può essere facilmente immaginato facendo un mix tra il baseball (dato il modo in cui si gioca) e il golf (dato il vestiario dei giocatori non battitori e la durata delle partite). Due squadre da undici giocatori si alternano, in una fase di lancio ed una di battuta, su un campo leggermente meno ampio del cosidetto 'diamante' del baseball. Al centro di questo campo vi sono due porte (wicket) dalla larghezza di 10cm e alte circa 1m distanziate tra loro di circa 20m [scusate l'uso necessario anche se inappropriato del sistema metrico decimale] e disposte al centro di una linea di battuta lunga circa 2m. Anche per quanto riguarda le dimensioni della pallina queste sono paragonabile a quelle della palla del baseball. Come questo sport l'unica squadra che può fare punti è quella in battuta e l'obbiettivo della squadra che lancia è quello di eliminare i 10 batsman (battitori) avversari. Le differenze cominciano ad emergere se si considera la forma della mazza (bat), di forma a parallelepipedo e non cilindrica. Il lanciatore non ha un limite relativo alla partenza per la rincorsa (se non il limite fisico delle dimensioni del campo) e deve tentare di colpire con la palla la porta dietro al battitore facendola rimbalzare prima sul terreno (20m x 2m) tra le due porte. Ovviamente deve rispettare nel momento del lancio il limite costituito dalla prima linea di battuta (ovvero non può tirare da più vicino di 20m). Lo scopo del battitore (che è l'unico che può fare punti) è quello innanzitutto di evitare che la palla colpisca la porta che egli sta difendendo. Una volta colpita la palla, egli deve riuscire a raggiungere la linea di battuta posta dinnanzi a lui (alla famosa distanza di 20m) prendendo, se vi riesce, un punto. Tutto ciò deve essere fatto prima che la palla, raccolta dall'altro team, ripossa essere tirata verso la porta da dove è partito il battitore stesso. Se la palla, una volta colpita dal batsman, riesce ad uscire dal campo (cosa meno impossibile che nel baseball in quanto il campo è più piccolo e il suo limite è costituito da una semplice linea), la squadra in battuta prende comunque 4 punti. Il batsman viene eliminato solamente (avverbio quanto mai importante) se: - il lanciatore riesce a colpire con la palla la porta dietro al battitore, dopo ovviamente averla fatta rimbalzare nel rettangolo 20m x 2m sopra accennato;
- dopo la battuta la palla viene raccolta al volo da parte di un giocatore della squadra che sta lanciando;
- il battitore viene scoperto fuori dalla sua porta, ovvero quando la palla riviene tirata sulla wicket mentre il battitore sta ancora corrnedo verso l'altra porta (dove vi è la linea di battuta da dove il lanciatore ha appena tirato la palla).
Il gioco va avanti fino a che non vengono eliminati 10 battitori dopodichè si cambiano le parti in gioco e si ricomincia.
Ad una prima analisi, questo parente povero del baseball sembrerebbe veramente essere vittima di una totalmente ingiustificata sorta di discriminazione. Ma una più attenta analisi di quanto detto prima porterà chiunque sia dotato di buon senso ad accorgersi di un importante dettaglio: non vi sono limiti di tempo. Allorchè ciò succeda, la stessa persona potrebbe rispondersi che in molti altri sport (volley, tennis, baseball) non vi è una durata precisa del match. Se però detto tizio venisse casualmente portato a vedere lo svolgimento di un match di cricket, si accorgerebbe molto facilmente che questo dura solitamente alcuni giorni. Dopo un iniziale smarrimento, in cui crederebbe di star guardando molte repliche della stessa partita, spiegherebbe tutto questo con una serie di concause:- principalmente bisogna considerare l'oggettiva difficoltà nell'eliminare i battitori. Ciò è dovuto al fatto che, al contrario del baseball, se un battitore, dopo aver colpito la palla, rimanesse fermo, non potrebbe essere eliminato. Ciò implica che a prevalere sia la fase di difesa piuttosto che quella di attacco. Inoltre bisogna considerare che coloro che dovrebbero prendere la palla non possiedono nessun guantone adatto allo scopo per cui l'afferrare al volo una palla risulta un'operazione estremamente difficile;
- il lanciatore può prendere la rincorsa da ovunque (dentro il campo) egli voglia. Ciò implica che ogni operazione di tiro (e vi sono molte operazioni di tiro) diventi un'operazione lentissima. Queste continue e lunghe soluzioni di continuità rendono ancora più lento il ritmo del match;
- ad ogni accenno di pioggia la partita si ferma per un bel pò di tempo. Il particolare non sarebbe rilevante se non fossimo in Inghilterra.
Un altro particolare riguarda il vestiario dei giocatori. Infatti tutta la squadra, nella fase in cui lancia la palla, indossa un'uniforme tale da ricordare quella degli alunni delle High School americane piuttosto che un vestiario propriamente sportivo. Inoltre il loro aspetto non risulta essere mai defelato e le frequenti pause a cui il gioco è sottoposto (vedi punto 2 del paragrafo precedente) rendono l'aspetto di un match di cricket molto più simile a quello di una scampagnata che a quello di una partita agonistica. Questa opinione, infine, è avallata dal fatto che molto spesso i giocatori (con tanto di occhiali da sole e visiera) chiacchierano tra loro con molta calma a braccia conserte, non perdendo mai la loro pettinatura ovviamente molto curata.
Come ultimo particolare va riportato che, almeno per un osservatore non inglese, il movimento con il quale il lanciatore lancia la palla (ricordo che deve rimbalzare sempre per terra) e quello del battitore mentre la colpisce, risulta essere quantomeno strano.
In conclusione va detto che le mancate fortune avute da questo sport sono solo apparentemente inspiegabili. La durata del match, già lunga di suo, vissuta ad un ritmo lentissimo e il fatto che ogni partita sembri più un mix tra una vetrina di esposizione e una scampagnata tra amici, lo hanno reso in pratica inguardabile agli occhi di noi occidentali non inglesi. Se solamente un pò di dettagli fossero stati modificati nel passato (uno su tutti la durata delle partite), il cricket godrebbe della stessa popolarità usufruita oggigiorno da altri sport made in UK.
PS: se qualcuno conosce l' hurling irlandese e le sue regole si può mettere in contatto gentilmente.
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