Roma, Stadio Olimpico, 20 ottobre 2100. Oggi si è svolta una delle partite più importanti per l'assegnazione dello scudetto: Roma-Milan.
Abbiamo assistito ad un grande spettacolo in campo, cui si aggiungeva la festa sugli spalti con le tifoserie impegnate in una bellissima lotta di inni, cori e sventolii di bandiere, per sostenere la propria squadra. E' stata una partita vivace con emozioni da ambo le parti, conclusi con un 3 a 3. Alla fine tutti ad applaudire i propri eroi.
Tutto questo è un'utopia?
Oggi, come al solito, invece di commentare i puri eventi sportivi, dobbiamo di nuovo confrontarci con il pessimo atteggiamento di alcuni tifosi, o presunti tali.
Ciò che è successo a Roma è solo la punta dell'iceberg ed è giunto il momento di riuscire ad evitare queste stupidaggini che fanno fare una brutta figura all'Italia intera, e non solo a Roma. Come possiamo risolverlo? Il problema non è di facile soluzione, perchè se è vero che da una parte possiamo emanare leggi più severe, dall'altra credo che sia più importante riuscire ad inculcare nella gente il rispetto per l'avversario, che negli stadi di calcio diventa il "nemico" da abbattere in qualsiasi modo. E, come abbiamo visto, l'avversario-nemico non è solo il giocatore o il tifoso dell'altra squadra, ma anche l'arbitro se questi non fischia a favore della propria squadra. Perchè succede? E perchè nessuno dice niente sulle altre persone (decine? centinaia?) che lanciavano oggetti vari verso l'arbitro? Sono forse migliori di quell'altro idiota?
E adesso, invece di creare un fronte comune per eliminare questo problema, sento il Sindaco di Milano Albertini portare ad esempio di civiltà alcune tifoserie (quelle di Inter e Milan) che in passato si sono rese colpevoli di fatti altrettanto deprovevoli, cosa però che accomuna tutte le tifoserie italiane.
Finchè ci saranno questi particolarismi, finchè mancherà una vera unione d'intenti da parte di tutto il mondo del calcio non ne verremo mai a capo purtroppo. E' necessario smettere di sognare di andare allo stadio a passare una serata di svago e di divertimento tutti insieme perchè ci deve essere qualcuno che ce lo consenta, che passi dalle parole ai fatti.
Per realizzare questa sorta di real politik del pallone partiamo dalla base, cominciando ad insegnare, dai più piccoli ai più grandi, che lo sport, in questo caso il calcio, non è solo "vincere, vincere, vincere" e deve diventare solo ed esclusivamente una festa per tutti i suoi appassionati. Ci riusciremo? Speriamo bene...
Comunque, quanto è lontano il 20 ottobre 2100...
PS: Prossimamente, con l'aiuto de l'Avvocato, tratteremo delle possibili leggi da poter applicare al mondo del pallone.
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