Ogni anno assistiamo a modifiche nell'interpretazione del fuorigioco. In realtà andandola a leggere, ci sembra una regola semplicissima:
Posizione di fuori giuoco
Essere in posizione di fuori giuoco non è di per sé un’infrazione.
Un calciatore si trova in posizione di fuori giuoco quando:
- è più vicino alla linea di porta avversaria sia rispetto al pallone sia al penultimo avversario.
Un calciatore non si trova in posizione di fuori giuoco quando:
- si trova nella propria metà del terreno giuoco
oppure
- si trova in linea con il penultimo avvesario
oppure
- si trova in linea con i due ultimi avversari.
Questa è la definizione di fuorigioco: chiara semplice...
Ma ci basta leggere un pò più sotto che già qualche dubbio inizia a sorgere:
Infrazione
La posizione di fuori giuoco di un calciatore deve essere punita solo se, nel momento in cui il pallone è toccato o giuocato da uno dei suoi
compagni, il calciatore, a giudizio dell’arbitro, prende parte attiva al giuoco:
- intervenendo nel giuoco
oppure
- influenzando un avversario
oppure
- traendo vantaggio da tale posizione.
A parte la definizione dei casi in cui non v'è infrazione (calcio d'angolo, rimessa laterale, calcio di rinvio), la regola n°11 del giuoco del calcio non dice altro. In effetti, ciò che più crea problemi sono le varie direttive relative alle intrepretazioni della regola che la FIFA annualmente emana. In tal modo, essendo però la regola sempre la stessa, ciò comporta che due federazioni possano valutare la stessa azione in maniera differente. Ciò a causa della genericità espressa nella definizione di quando v'è infrazione.
L'ultima direttiva dice che bisogna sanzionare solo la posizione di off-side del calciatore che riceve il passaggio.
E così da molto tempo sto sperando che possa accadere un caso in particolare per capire come si possa parlare di "parte non attiva al gioco" in determinati casi. La situazione che spero si possa prima o poi creare è la seguente (Squadra A difende, Squadra B attacca):
La squadra A difende con una linea molto alta (vicino alla metà campo). Un calciatore della squadra B attende al limite dell'area (centralmente) in posizione di fuorigioco di oltre 60 metri. I giocatori della squadra B, recuperata palla, effettuano un lancio lungo (verso la sinistra del campo) per la loro ala (partita in gioco) che, sfruttando la propria velocità, raccoglie palla, va sul fondo e la passa al proprio attaccante che attende da solo al limite dell'area.
L'attaccante della squadra B, al momento del lancio per l'ala era in posizione di fuorigioco, ma non partecipando al gioco (rimane fermo al limite dell'area), secondo l'interpretazione attuale, non è da considerarsi in fuorigioco. D'altronde nel momento in cui la sua ala rimette palla al centro (sempre secondo l'interpretazione attuale) si è in una nuova azione dove la sua posizione è dietro la linea del pallone, e di conseguenza regolare...
Spero di essere riuscito a far capire cosa intendessi, anche se spiegarlo a parole non è del tutto facile.
Nell'attesa che si manifesti questa situazione, Sampdoria - Milan di ieri mi ha offerto un altro caso decisamente anomalo. L'azione del gol del Milan è stata la seguente: Serginho triangolando con Crespo si ritrova solo davanti al portiere. Il suo tiro è respinto da Antonioli e va verso Shevechenko (in posizione regolare) che tira in porta di prima intenzione (senza che vi sia nessuno nella direzione del pallone). Nel frattempo Serginho sta terminando la corsa relativa alla sua azione seguito da Volpi (mi pare), che lo stava marcando prima del suo tiro, ed in pratica si ritrova alla destra del pallone nel momento in cui quest'ultimo sta varcando la soglia della linea di porta. Volpi, vedendo il pallone tenta d'intervenire in scivolata ma non riesce in quanto avendo davanti a sè Serginho, deve aggirarlo prima di poter mettere il suo piede.
Questo caso, seppur diverso nella forma, sfrutta la stessa falla della situazione prima presentata: se con una direttiva si dice che bisogna fischiare il fuorigioco solo se il calciatore in off-side è quello che riceve il pallone, in pratica si è deciso di elidere una parte della regola. Il "trarre vantaggio dalla propria posizione" non viene più considerato come "prendere parte attiva al gioco".
E' però vero che la regola recita: "nel momento in cui il pallone è toccato", ed allora la situazione da me presentata e il gol del Milan di ieri (al momento del tiro, Serginho non trae vantaggio dalla propria posizione; dopo, Volpi vedendo il pallone a pochi centimetri da lui tenta di intervenire e solo in quel momento il Milan trae vataggio dalla posizione di Serginho) sarebbero da considerarsi regolari..
Il caso che mette in crisi regola e sue interpretazioni si è verificato; speriamo che non sia bollato con polemiche faziose (da una parte e dall'altra) ma che invece serva da spunto a chi emana le regole (la FIFA) ed a chi le fa applicare (i nostri designatori) per una riflessione ed una chiarificazione della regola stessa.
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zaratrue
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Giovanni scrive (il 07/03/05): Credo che un altro esempio si sia appena verificato: Roma Juve, primo goal di Cannavaro. Al momento del colpo di testa di Ibrahimovic, Cannavaro sembra essere (dietro di lui), in posizione irregolare. Ibra colpisce di testa per mettere in porta, quindi Cannavaro chiaramente non partecipa all' azione; la palla pero', viene respinta dal portiere della Roma e perviene a Cannavaro (ora dietro al pallone e quindi in posizione regolare) che la butta dentro. A me sembra che -al contrario di quanto e' stato detto alla DS- la posizione di Cannavaro e' regolare, visto che non partecipa all' azione fino al momento in cui, dopo la respinta del portiere, e' tornato in posizione regolare. Io sono d' accordo con te nel principio, questa disposizione e' sostanzialmente ingiusta, ma, a norma di regola, la posizione di Cannavaro mi sembra regolare. Per il caso da te posto riguardante Serginho, se ho capito bene, il brasiliano partecipa all' azione e quindi il gol andrebbe non concesso. Che ne pensate?
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