Milan - Liverpool 3-3 (5-6 d.c.r.), questo il risultato della tanto attesa finale di Champions League. La ricorderemo come la finale più pazza della storia: mai una squadra sotto di 3 gol era stata capace dell'impresa di accaparrarsi la Coppa; mai una finalista era riuscita a dilapidare un vantaggio così rilevante.
Partita quasi surreale con un Liverpool surclassato totalmente nel primo tempo dove un Milan a dir poco stellare è andato vicino alla goleada grazie agli inserimenti di Shevchenko e Crespo attraverso la statica difesa inglese favoriti da un Kakà in versione Pibe de Oro (forse l'incontro pre-partita con Maradona ha ispirato il brasiliano.
Secondo tempo che inizia subito all'insegna dei rossoneri poi... black-out... gli inglesi accorciano con Gerrard che sfrutta una amnesia difensiva; portano a due le proprie marcature con Smicer che probabilmente fa il tiro della vita e... pareggiano il conto con Xabi Alonso su rigore. Tutto ciò in sette minuti sette.
Si potrebbe parlare di sopravvalutazione dell'avversario o fare tanti discorsi a posteriori. La realtà è che il Liverpool come era normale aspettarsi è scesa in campo nel secondo tempo con un nuovo schieramento totalmente sbilanciato in avanti per tentare, come normale che sia, il tutto per tutto. Ma ciò che non puoi prevedere è che i primi tre tiri degli inglesi coincidano con tre gol: era l'occasione ideale per il Milan di chiudere definitivamente il conto ma i reds non ne hanno lasciato il tempo.
Di lì in poi il Liverpool ha potuto fare la sua partita caratterizzata dal contenimento dell'avversario (ben diverso dal "catenaccio" come qualcuno l'ha definito in passato). Ed in pratica è come se la finale prospettata da oltre un mese con una squadra che fa la partita e l'altra pronta a sfruttare ogni minimo errore sia iniziata al 16° del secondo tempo.
Logica conseguenza è stato l'approdo ai supplementari dove la carenza fisica degli inglesi non è stata sfruttata dai rossoneri sia grazie ad un Gerrard stellare sia grazie ad una fortuna sfacciata di Dudek che ha compiuto la parata più bella non cercata della storia. Si è quindi arrivati ai rigori dove la freddezza degli inglesi è stata un'arma letale per i rossoneri.
Liverpool che conquista (e, possiamo a dirlo, a merito) la Champions League; Milan che recriminerà a lungo sui tre gol di vantaggio nonchè sulla cattiva sorte.
Ma il calcio è bello anche per il suo non essere mai scontato: onore agli inglesi.
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